Meditazione: 3 Step per Muovere i primi passi

Meditazione: 3 Step per Muovere i primi Passi-Articolo di Marianna Manzullo

Sono Marianna, sono un’insegnante di meditazione.

Più insegno più imparo. Medito dal 1991, ovvero da quando avevo 15 anni.

Dicono di me che sono un’entusiasta di natura, ma non è la verità.

All’entusiasmo mi ci sono allenata duramente. Per anni.

E l’allenamento continua ogni giorno.

La prima cosa che condivido in un corso di meditazione è l’importanza di STARE coi piedi per terra. Radicati alla terra, stabili e flessuosi come alberi, protesi verso l’alto.

Solo se siamo veramente umani siamo veramente spirituali.
(Thomas Merton)

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La seconda è che il corpo che siamo è una mappa, un percorso datoci per divenire trasparenza della trascendenza.
Questo corpo, il mio, è pietra di guado e non d’inciampo, è possibilità.

La terza è che il respiro è fondamentale per riconnetterci ad una natura autenticamente spirituale: il respiro ci aiuta a tornare a casa, nel profondo di noi, lì dove siamo abitati dalla scintilla divina.

La meditazione ci apre, ci conduce e ci pone nel Luogo dell’Essere dove si supera l’ego, la dualità, si accoglie il paradosso e s’incontra il Sacro, il Semplice, il Bello… spesso nei sentieri dell’inutile!

Sì, perché, apparentemente, restare per mezz’ora, un’ora immobili e in silenzio è un atto senza senso, infruttuoso, inutile appunto.

In realtà chi medita sta cambiando il mondo. Cominciando da sé.

Meditazione 3 Step per Muovere i primi Passi:

Cos’è (per me) la meditazione

La pratica meditativa è una via di felicità. Non perché annulli magicamente tutto ciò che ci rende infelici, ma perché è la possibilità che diamo a noi stessi di abitare consapevolmente i luoghi della fatica, della sofferenza, del tran tran quotidiano, da una prospettiva del tutto nuova.

Dal di dentro, in un’ottica di accoglienza a ‘ciò che arriva, momento per momento’, come possibilità evolutiva.

Ogni cosa è un messaggero, se sappiamo ascoltare, vedere, sentire.

“Sono arrivata alla meditazione perché cercavo Dio.
Ho scoperto me.
E solo allora ho cominciato a cercare Dio veramente.”

La pratica meditativa costante ci plasma interiormente all’accoglienza grata di tutto ciò che è.

Perché?

Perché ci ricorda di essere qui ed ora, di esser-ci, nelle cose che viviamo, nelle relazioni, nel contatto con la vita in tutte le sue forme.

Amplia l’orizzonte, spalanca la vita a tutto il possibile. La meditazione ci pone alle radici dell’essere.

Possiamo anche cominciare a meditare per rilassarci, ma se meditiamo davvero, prima o poi comprenderemo che il rilassamento non è che l’anticamera della meditazione.

Ci rilassiamo per meditare, non meditiamo per rilassarci.

Così come, pian piano, dallo staccare la spina dalla vita frenetica per meditare, attraverso una pratica costante, mediteremo nella frenesia del mercato.

Meditazione 3 Step per Muovere i primi Passi:

Chi può meditare?

Alcuni credono di non essere portati per la meditazione e quindi, pur provandoci, si arrendono facilmente.

In realtà l’arte della meditazione è propria di ciascun individuo: tutti sappiamo meditare, andare al centro di noi.

Solo che, nelle stratificazioni adulte, abbiamo perso la dimestichezza a tornare nel luogo del cuore, inteso come centro dell’essere.

Altri affermano che meditare sia impossibile a causa dei molti pensieri.

Anche questo è un finto problema, tipico della nostra mente non più abituata al Semplice.

La mente è il luogo dei pensieri. Non possiamo snaturarla credendo di doverla svuotare per meditare!

La meditazione ci aiuta ad essere consapevoli della mente pensante, a non identificarci con essa e a trattarla amorevolmente e gentilmente come una bimba chiacchierona a cui si tiene molto.

 

Meditazione 3 Step per Muovere i primi Passi: Facciamo pratica

Chiunque tu sia, qualsiasi lavoro tu faccia, puoi cominciare subito.

Hai bisogno solo del tuo corpo, della tua mente e del tuo cuore.
Tutto qui… poi…

Siedi in un luogo tranquillo, comincia ad essere consapevole del tuo corpo, dalla sommità del capo fino alla punta dei piedi.

Senti questo corpo che sei, non pensare al braccio, alla gamba, senti il braccio, la gamba, ecc.
E poi poni attenzione al respiro.

Esso è un ponte tra il visibile e l’invisibile, la materia e lo spirito, ma anche la più grande lezione circa la nostra impossibilità a tenere tutto sotto controllo e quindi un invito costante a lasciare andare.

Il respiro si dà da se, non me lo posso dare da solo. E’ dono da ricevere.
Accogli il dono.
Grato.
Respiro dopo respiro.

Basterebbe questa semplice pratica quotidiana, ampliata con un mantra a guardia della mente, a cambiare di molto le nostre giornate!

Meditazione 3 Step per Muovere i primi Passi :

La meditazione delle melanzane

Se una pratica costante è importante lo è perché la vita tutta diventi la nostra pratica.

Ed ecco la ‘meditazione delle melanzane’.

Non c’è un momento in cui io non possa ESSER-CI.
Ogni istante è una possibilità di accedere al kaìros, alla pienezza del tempo che mi è dato.

Anche mentre affetto le melanzane ho la possibilità di essere centrato, d’essere consapevole, di stare nel luogo dell’ESSERE.

  Sentire la buccia ruvida e lucente che si fende sotto la lama del coltello, respirare l’odore pungente dell’aroma di questo ortaggio, vederne la bellezza di dentro come di fuori e farne un pasto che riporti in me tutta quella bellezza, quell’energia.

Noi mangiamo Dio. E non lo sappiamo!

Le più grandi illuminazioni si ricevono nei tempi dell’ordinario, a cui però non diamo credito, ascolto, accoglienza.

Non esiste il banale: le piccole cose fanno la nostra vita.
Ma se non ne siamo consapevoli la vita passa davanti alla nostra finestra e ci sfugge.

Attraverso la meditazione torniamo a casa, all’origine del nostro essere che è di natura divina.

Andare al centro di noi stessi ci permette dunque di scoprirci pluripotenti, perché divini, o meglio ancora pluritalenti: carichi di doni e possibilità.

E così ogni cosa è illuminata per noi, perché siamo interiormente orientati.

Entusiasmo deriva dal greco ènthous (èn-theos), pieno di un dio, cioè divinamente ispirato.

Meditare è rientrare in quell’autentico entusiasmo, tipico dei bambini, che sanno di potere tutto perché collegati interiormente alla propria scintilla divina.

Meditare è darsi la grande chance di vivere pienamente e con entusiasmo, con ispirazione.

Meditare è vivere sollevando il velo della realtà per scoprire che è fatta di visibile quanto di invisibile.
E di cambiare, da questa prospettiva, il mondo a partire da sé.

Un’occasione da non perdere.

‘Datemi una melanzana e vi solleverò il mondo!’… non era così?

Un abbraccio alle vostre ore,

Marianna

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